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I CONGRESSI CEISLO 1983-2001

A cura di Stefano Curci

Immagine e parola (1983)

Nel momento iniziale d’apertura del Centro, l’immagine del Convento restaurato di Santa Maria la Vite, nonché i documenti che hanno dato voce a quelle pietre; l’insorgere del linguaggio e i dialetti in Brianza ed Italia; la lingua manzoniana originaria ed i suoi sviluppi nel succedersi delle stesure del romanzo; il visivo ed il parlato nella critica e nell’opera di Giovanni Testori; i maestri comacini ed il significato della loro lezione stilistica sono temi che dimostrano la concretezza delle ricerche che caratterizzano l’attività del CEISLO. L’autopsia e la critica con visita diretta ai monumenti ne sottolineano il carattere metodologico.

Urbanistica e sociologia (1984)

La risposta alle richieste sociourbanistiche, come imperativo impellente, è ovunque avvertito; mostre, ricerche, fonti d’informazione insistono sui nuovi modelli della realtà urbanistica: la mappa dei centri storici, recuperabili o recuperati, si avvicenda con la ricerca dei confini perduti o con l’analisi dell’archeologia industriale assieme a quella della rete viaria o del vettore fluviale.
In questo senso, le proposte per il futuro tipo d’insediamento abitativo fanno da contrapposto agli assurdi artifici di scelte esotiche o strampalate soluzioni immaginate in passato.
In altra prospettiva si scopre il desiderio di vita e d’intimità familiare dopo il cataclisma della seconda guerra mondiale nel rifugio quotidiano della casa che, alla luce dell’urbanistica, risponde ad una problematica assieme filosofica e sociale.
Con fantasia e razionalità il CEISLO indaga nella varietà dei nuclei costitutivi del territorio rivelando aspetti inediti, per una nuova strategia sociologica nella qualificazione urbanistica.
Antropologia ed Umanesimo (1985)-(1986)
La ricerca si è impostata verso la razionalizzazione, con il fine di un umanesimo planetario, rispettoso della vitalità creatrice e della libertà razionale.
La trattazione teoretica del concetto di “Antropologia”, evidenzia gli aspetti scientifici, positivistici, psicanalitici, epistematici: delinea gli irrinunciabili postulati di obiettività e sperimentazione, recupera le dimensioni psicanalitiche, collettive a livello del subconscio, con evidenti accenti lacaniani, mette in rilievo gli spazi riservati alla umana intelligenza nella disamina sulle possibilità memorizzative e cibernetiche del computer.
Con prospettive emblematiche si acquisiscono, alla scienza antropologica, nuove dimensioni: la vita nel suo divenire, dove l’essenza creativa si sviluppa in una cosciente identità, ed il poetare come esclusiva espressione dell’uomo.
Con questa disamina, in un crescendo, si evidenzia il convergere dell’antropologia verso l’umanesimo nell’alternativa del frazionamento e dell’universalizzazione, destino ultimo dell’umanità.
In campo metodologico emerge la tipologia classica del saggio di critica letteraria che evidenzia gli aspetti antropologici, filtrando la realtà umana del testo letterario attraverso la rigorosa griglia della critica che la compenetra alla luce della ragione.

La terza via: le nuove scelte (1987)

Dopo l’assolutizzazione delle formule socialiste e capitaliste, occorre uscire in spirito di libertà dai termini dialettici della tesi e dell’antitesi; la storia dell’ultimo mezzo secolo dimostra che l’uomo in entrambi i sistemi viene stritolato e annichilito in un processo di reificazione, mentre, nelle applicazioni parziali vive ridotto a dimensioni irrisorie, dove libertà e creatività vengono  del tutto sacrificate.
L’essere umano come capacità di relazione tra soggetto ed essere, attraverso l’eticità del singolo e del sociale; il far politica inteso come servizio; l’integrazione intergenerazionale alla base della dinamica sociale; la dimensione dell’ecologia planetaria; l’economia inventata genialmente sulla produttività creativa dell’uomo e sulla libertà nelle scelte alternative.
Sono tutti aspetti che hanno fornito un immagine viva e positiva per un possibile futuro della civiltà europea, in un dinamismo libero di scelte innovatrici; il congresso ha evidenziato gli impulsi e le spinte genuine verso la potenziale città del Duemila, in questa Europa protesa verso il futuro per le vie della creatività e del progresso.

Europei allo specchio per una cultura di pace (1988)

Nel congresso CEISLO, il tema della pace europea nell’originale prospettiva d’obiettivo culturale; un progetto che prevede impegno, capacità di discussione, condivisione d’ideali e confronto d’identità, pur nella scoperta di differenze incapaci di annullare il richiamo alla Casa comune d’Europa.
Nella geografia delle culture risulta essere necessario l’approccio del confronto critico a vari livelli, dove la piena conoscenza dell’altro, insegna come amare il lembo d’Europa cui s’appartiene.
L’economia agricola e l’industrializzazione compensativa; i criteri selettivi basati sulla proporzionalità; l’incertezza e l’aggressività meridionale assieme alla ricchezza d’immaginazione e di calore umano; la malavita camorristica, sullo sfondo delle sue ragioni metafisiche e storiche, nella dialettica comparativa tra nord e sud, offrono un efficace ed aggiornato quadro d’insieme.
La realizzazione concreta dell’unione europea, attraverso i progetti tecnologici (programma JET, fusione termonucleare; programma AIM, bioinformatica; programma DELTA, insegnamento tramite computer; programma COMETT, sinergia tra il mondo accademico ed il mondo delle imprese), la costituzione del Mercato Unico Europeo (atteso nel 1992) fanno sperare che l’Europa unificata, con un rinnovamento interiore, può anticipare l’unità del mondo.

Formazione e educazione in Europa domani (1989)

Categorie, archetipi, nuovi parametri nel progetto di una nuova impostazione; funzionalità ed incisività figurano irrinunciabili prerogative.
Per la scuola europea di domani vengono proposte, profilate ed analizzate a livello critico nuove caratteristiche irrinunciabili per la persona e la società: critica e scienza, storia e politica, ermeneutica, eticità, introspezione e dialogo religioso, cibernetica ed informatica, computer ed arte come modelli ed esemplificazioni, si articolano per evidenziare gli aspetti essenziali nella formazione dell’uomo di domani, in due congressi, uno ad Olginate (Lecco) e uno a Genova nel 1989.
Comunità europea e democrazia americana (1990)
Un incontro intercontinentale pluridisciplinare, alimenta la riflessione sul complesso e sfaccettato tema “democrazia”; un suggestivo d’immagini, per una fluida comunicazione e rispecchiamento nello scambio comparato d’esperienze.
La nascita della democrazia in America, l’evoluzione e le degenerazioni di essa, il propagarsi della violenza, razzismo, materialismo; di contro, i gemellaggi culturali come proposte per un dialogo efficace e promettente, le mete sociali, politiche, economiche europee, in un quadro di interessanti riflessioni per un orientamento sull’avvenire del mondo.
E’ emerso un lievito di rinnovamento, di partecipazione, di superamento che intende promuovere nuove forme d’organizzazione spirituale partecipativa, ed individuando metodi nuovi rispondenti ad un comparatismo sempre più aperto e mobile.

Scommessa Est/Ovest (1991)

Un congresso incentrato sul dialogo europeo tra l’Est e l’Ovest, riunificate dopo lo smantellamento del Muro di Berlino; l’oriente europeo, colto nel suo fascino magico, ricco di contenuti culturali ed umani attraverso un’appassionate disamina condotta dai relatori dell’Est e dell’Ovest, i quali affrontano contrasti attuali, ancora irrisolti.
Emergendo dal collettivo, l’Est scopre la dignità del singolo e la libera coralità del sociale; a sua volta l’ovest, scopre la fertilità del sacrificio dei cittadini che hanno il coraggio dell’autenticità, senza egoistica pretesa di compenso e con la pretesa di verità, senza compromessi.

L’esplorazione dell’ignoto e la definizione dei segni (1992)

Le incognite di fondo nell’ottica della cultura planetaria si snodano tra le pieghe del comparatismo: come l’uomo rinascimentale è inserito in prospettiva cosmica  tridimensionale, così l’uomo contemporaneo varia la sintesi soggetto-oggetto all’infinito nella relatività dei suoi rapporti con l’Universo, lasciando in sospeso il senso del mistero e gli interrogativi circa gli sbocchi che il futuro vorrà scegliere.
Il mistero pulsa da lontano, in tutti i punti della terra nel cuore e nella mente dell’uomo, che inventa i segni dell’esistente attraverso la sintesi tra divino ed umano; di fronte alle future stagioni e agli spazi infiniti, come imperativi categorici, si presentano la conoscenza e l’intelletto d’Amore; nell’incontro nuovo tra l’uomo, il creato e Dio, dove la persona si sente chiamata ad elevare la sua preghiera religiosa, solidale, costruttiva, con l’intero esercizio della vita, esplorando l’ignoto, che si sposta, si dilata, s’ispessisce, si feconda.

Lo scrittore Carlo Emilio Gadda, moralista lombardo: dall’ambiente familiare d’origine alla fortuna della sua opera in Europa (1993)

La figura del moralista lombardo, irripetibile inventore di un mondo dagli infinitesimi risvolti: la critica, inedita, poco conosciuta, attraverso i toccanti ricordi dei familiari e parenti più stretti, fino ad arrivare alle valutazioni della critica europeistica; anch’essa riconosce all’insigne Lombardo l’invenzione di un nuovo linguaggio tra la componente plastico- linguistica spagnola, l’”imaginismo” anglosassone, l’avanguardia futurista nel palinsesto della cultura italiana, nonché nell’avventura razionalistica francese, mentre naviga nelle acque narratologiche dell’antiromanzo senza approdo, assieme fine e principio della nuova storia dell’espressione.

La nuova filosofia del lavoro (1994)

La creatività dell’uomo nel complesso sociale, in una moderna concezione funzionale del creare, dove l’uomo risulta il punto centrale intorno al quale ruota la dinamica nel suo impegno.
Questo non dipende da un Dio esterno, ma annuncia la collaborazione alla creazione, in cui l’uomo assieme ama, lavora, produce. Allora scopre in se le insospettate energie che scaturiscono dalla solidarietà; dove la collaborazione diviene il coibente della vita sociale ed assegna a ciascuno il compito inalienabile, dando un senso a ogni vita.
Emergono oggi in modo nuovo, anche grazie ai nuovi mezzi d’informatica e telecomunicazione, le realtà del concreto culturale in contrasto apparente; ma, mentre si confrontano diverse forme di comportamento, sprigionano dal profondo le forze latenti della biologia, dell’economia, del pensiero e degli impulsi vitali.

Europa ed Africa: tensioni e collaborazione (1995)

La multiforme realtà africana nelle ricerche antropologiche, storiche, letterarie dei congressisti entro il continente nero; le sfaccettature del volontariato laico e religioso per una solidarietà che si fonda sulla collaborazione culturale e scientifica e su soluzioni concrete, come l’utilizzo di fonti energetiche alternative quale possibile strada per un’esistenza dignitosa, al riparo dagli innumerevoli disastri che attanagliano l’Africa.

Gleba antica e ruralità nuova tra ecologia ed umanesimo (1996)

La tutela del territorio, e la valorizzazione del verde come istanze impellenti per assicurare un armoniosa esistenza dell’uomo del 2000:la nuova realtà tecnologica e sociale le prospettive del tutto imprevedibili, ma il ricongiungimento uomo-natura è necessario per garantire una struttura organica alla nuova società inserita nella realtà ecologica di domani.
La legislazione agrituristica si avvia a promuovere iniziative turistiche e culturali di rilievo così che la persona nella sua globalità torni ad acquisire le capacità d’armonizzazione con l’ambiente naturale e sociale che la circonda, ponendo le basi per una nuova civiltà del terzo millennio.

Le sfide dell’immateriale tra i poli della spiritualità risorgente e l’informatica (1997)

In questa svolta epocale si annuncia un’immateriale rete di fitti messaggi planetari per l’avvento di una nuova città del duemila.
L’espressione umana si adegua alle rivoluzionarie concezioni dell’Uomo con un linguaggio dilatato, grazie ai mezzi tecnici sempre più qualificati.
Le sfide dell’immateriale, dell’invisibile, partendo da premesse nuove aprono prospettive nuove per il futuro: da una parte si profilano sconosciuti atteggiamenti spirituali della conoscenza e della coscienza, dall’altra si evidenziano le caratteristiche dell’espressione multimediale e dell’informatica ai nuovi livelli di tecnologia avanzata.
L’obiettivo finale dell’approfondimento della ricerca CEISLO di queste due dimensioni, che rappresentano due facce di una stessa realtà storica, è l’uomo.

Rivisitazione manzoniana attualità del messaggio (1998)

La concezione del “genius loci” manzoniano, di portata universale, nella rivisitazione dei luoghi de “I Promessi Sposi”per una critica originale, allo scopo di fornire la chiave per l’interpretazione filosofica e storica della situazione moderna.
Le potenzialità dei protagonisti anonimi e, di contro, l’inanità dissolvente dell’inutile valanga legislativa, l’inquinamento del male onnipresente, lievitano nel sottaciuto operare della Grazia; e nelle interpretazioni del nuovo, i Ricercatori offrono paradigmi plurivalenti, che aiutano a ravvisare nella sfringetica fisionomia dell’esistenza, indicazioni vitali di grande attualità.
Le audaci relazioni degli specialisti, testimoniano l’attualità del messaggio, esibendo risvolti inediti, per una lettura avvincente.

Il pensiero forte, arma vincente agli inizi del nuovo millennio (1999)

Contro ogni aggregazione massificata, con movenze di libertà autentica, si svincola la persona dai convenzionalismi di superficie, ed il suo linguaggio assume forme adeguate ad ampio respiro che caratterizzano questo momento di scelta.
La secolarizzazione, come bagno dell’effimero; la riconquista del sacro si presenta come avventura della mente e dello spirito che approdano nel positivo.
L’umanità si affaccia su prospettive infinite, verso il meglio; dallo squallore del naufragio nichilistico, si apre la visione di un uomo diverso, impavido di fronte all’infuriare della bufera.

Gemellaggi culturali, staffette d’europeità (2000)

Il Duemila, anno di scommessa e di sfida per tutta l’Europa.
Il tema del perdono, affrontato dai congressisti come riflessione del Giubileo, come presa di coscienza collettiva e come riconoscimento dell’iniquità e di crimini storici commessi in nome di pregiudizi fondati sull’odio, anziché sull’Amore, ipocritamente sbandierato come il proprio messaggio: esempio saliente l’inquisizione cattolica e l’arroganza nobiliare e quella del potere. Per contro è emerso come segreto di virtù, di forza e di moralità, l’impegno intellettuale di famiglie, di studiosi, nonché il patriottismo risorgimentale di piccola nobiltà brianzola misconosciuta, così come quello di anonimi popolani.
Solo motivazioni, affetti, passioni e ideali vissuti dal soggetto in prima persona alla base, potranno dare titolo all’Europa per definirsi casa comune in cui i cittadini si riconoscano e che siano decisi ad amare e difendere come la patria riscoperta.
Si presentano nuovi rapporti tra i gruppi abbinati nei momenti d’interattività con vincoli nuovi per l’intelligenza, per l’emozione, per i sentimenti. Al di sopra e al di là di negativi retaggi di odio e di vendetta, si cementano nuovi nessi e armonia tra le parti, fondamentali per la storia a venire imprevedibilmente più ampia.

Quale anima per l’Europa unita (2001)

La ricerca dell’anima europea nel difficile processo d’integrazione politica, come risultato di conquista culturale che consenta all’uomo di esistere nel pieno spessore, nella solidarietà e nell’amore dell’altro; l’intelligenza motivata, spinta dall’entusiasmo tende oltre, riuscendo così a realizzare la persona che si potenzia, mentre cerca di dare un senso al finito, anche in campo sociale e politico.